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Da questo momento in poi non si può più commentare a questo indirizzo.

I vecchi post li troverai comunque su http://machetiseimangiato.com .

Biscotti ed ospiti

Ancora, questo è’ il mio modo di ricordare che a Roma il 6 aprile 2010 che all’Antica Osteria l’Incannucciata ci sarà un pranzo a favore di Medici Senza Frontiere. Io contribuirò preparando dei biscotti
Per chi è interessato al pranzo i dettagli sono qua.
Per chi è interessato ai biscotti, beh continui a leggere. Gli altri biscotti saranno i Nidi alla Marmellata, i biscotti con tè all’albicocca e spumante, i biscotti allo zenzero ed i World Peace Cookies.

Biscotti da asta o biscotti di Hilda Tortchen

Fatti a Natale e molto apprezzati. Stavolta però i piani sono di usare l’impasto per fare dei semplici biscotti, quasi che fosse una semplice frolla, da servire durante l’asta dei vini. Nulla di speciale, l’attenzione deve rimanere sull’asta, ma la gola verrà stuzzicata con la loro semplicità.
Li ho scelti perché mi innamorai dell’impasto facendoli, profumato e morbido. E perchè, diciamola tutta, per 90 persone devo pensare ad una tabella di marcia articolata su più giorni, di modo da lasciare anche al forno casalingo il tempo di riposare.

BISCOTTI DA ASTA

Stavolta i biscotti saranno però senza marmellata, l'asta non deve essere disturbata :)

500 g farina
250 g zucchero
1 cucchiaino di essenza alla vaniglia
250 g burro
3 tuorli d’uovo
1 uovo intero
1 buccia di limone grattugiata
(nella ricetta ufficiale, per unire i biscotti,qualche cucchiaio di confettura di frutta a piacere (ho usato a Natale marmellata ai frutti di bosco))

Ho mescolato bene la farina con lo zucchero e la scorza di limone, poi ho aggiunto l’aroma di vaniglia. Ho unito i tuorli e l’uovo intero. Ho fatto in modo che tutta la farina entrasse in contatto con l’uovo.nfine, ho aggiunto il burro tagliato a pezzettini. Ho lavorato con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo.
Ho lasciato in frigo una notte, anche se bastavano un paio d’ore.
Il giorno dopo, mentre il forno si preriscaldava il forno a 180°C, ho steso su una spianatoia infarinata l’impasto col mattarello. Ho tagliato i biscotti, alti 4-5 mm, con lo stampo apposta: quello doppi con e senza buco in mezzo.
I biscotti li ho cotto a 180°C per max 10 minuti, controllando a vista la cottura.

Quando si sono raffreddati in teoria si uniscono con poca marmellata, circa una punta di cucchiaino.
Ma stavolta userò l’impasto per fare dei semplici biscotti per non distrarre chi vorrà fare le offerte all’asta di vini.
Unendoli con la marmellata vengono 90 biscotti circa, spero di ottenerne molti di più per il pranzo.

Biscotti ed ospiti

Di nuovo, questo è’ il mio modo di ricordare che a Roma il 6 aprile 2010 che all’Antica Osteria l’Incannucciata ci sarà un pranzo a favore di Medici Senza Frontiere. Io contribuirò preparando dei biscotti
Per chi è interessato al pranzo i dettagli sono qua.
Per chi è interessato ai biscotti, beh continui a leggere e vada anche a vedere i Nidi di Marmellata, i biscotti con tè all’albicocca e spumante e i classici biscotti allo zenzero.

World Peace Cookies

Si cerca online ogni cosa, anche dei nuovi biscotti da fare. Così mi sono innamorata del nome e poi dei biscotti.
Il loro nome originale non è World Peace Cookies (Biscotti della pace mondiale), questo viene da un vicino di casa di Dorie Greenspan, famosissima oltre oceano per i suoi dolce e recente fondatrice di un Cookie Bar. La ricetta ha già fatto il giro dei blog per l’intuizione geniale di Pierre Hermè di fare dei biscotti col sale. Io però li ho conosciuti come World Peace Cookies, li ho testati come World Peace Cookies e li servirò come World Peace Cookies.
La loro bontà è unica, ti rapisce, non puoi dire basta anche se senti che sono ricchi…veramente la Pace può essere raggiunta con un biscotto, o due :)
Non aspettarti dei biscotti salati, aspettati del cioccolato e poi un curioso sentore. C’è Pace nei biscotti anche per questo equilibrio di sapori.

WORLD PEACE COOKIES

 

Ingredienti per circa 40 biscotti
(la mia versione della ricetta è personalizzata per quanto riguarda il cioccolato. Non solo fondente…)

175gr di farina 00
30gr di cocco non zuccherato
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
150gr di burro
120gr di zucchero di canna
50gr di zucchero
mezzo cucchiaino di sale rosa dell’Himalaya (o un po’ meno di sale normale o sempre mezzo cucchiaino di fleur de sel)
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
110 gr di cioccolato fondente
40gr di cioccolato gianduia

Montare a crema il burro, aiutandosi preferibilmente con uno sbattitore elettrico. Poi unire e mescolando sempre gli zucchero (normale e di canna). Aggiungere l’estratto di vaniglia ed il sale. Mescolare per altri due minuti.
Unire la farina unita al cacao e al lievito, man mano, con calma. Mescolare ancora. Unire il cioccolato precedentemente tagliuzzato a pezzetti. Io in questa fase mi sono aiutata con le mani.
Lavorare l’impasto e dividerlo in 4 parti. Formare con ogni parte un rotolo di circa 5cm di diametro. Arrotolare le 4 parti con della pellicola per cibi e porle in frigo almeno una notte.

Quando vuoi cuocere i biscotti, preriscalda il forno a 160°C. Taglia i biscotti in pezzi (futuri biscotti) di circa 1 cm di spessore.
Poni i biscotti sulla teglia e cuoci per 12 minuti.

Dopo i 12 minuti, tirali fuori dal forno. Non lasciarti incantare dal fatto che siano ancora molli, alla vista non cotti del tutto.
Tirali fuori e falli raffreddare. Io per procedere con la cottura delle altre teglie, ho messo la carta forno coi biscotti sopra a raffreddare sul tavolo. Dopo alcuni minuti, quando si staccavano agevolmente da soli dalla carta, ho messo i biscotti su un piatto di ceramica. E lì si sono raffreddati del tutto. Il raffreddamento è rapido.
Intanto, ho riusato la carta forno e la teglia per i biscotti restanti.

Come per tutti i dolci col cioccolato, sono da fare in anticipo. Il gusto ne guadagna.

Se mi chiedi la marca del cioccolato, beh….uno svizzero ed uno? No, N… :)

Biscotti ed ospiti

Di nuovo, questo è’ il mio modo di ricordare che a Roma il 6 aprile 2010 che all’Antica Osteria l’Incannucciata ci sarà un pranzo a favore di Medici Senza Frontiere. Io contribuirò preparando dei biscotti
Per chi è interessato al pranzo i dettagli sono qua.
Per chi è interessato ai biscotti, beh continui a leggere. Ti ho già introdotto, intanto, ai Nidi di Marmellata e ai Biscotti con tè all’albicocca e spumante. Ora tocca a …

Biscotti allo zenzero

Semplici da farsi, ricchi di sapore o meglio di sapori. Croccanti, se li fai fini come me. Facili da stendere. Il trucco, unico, è fare l’impasto il giorno (o i giorni) prima. Sono un classico del Natale, ma anche durante l’anno non sono da buttare. Per me gli angioletti e l’omino di zenzero sono un must. Must che non potevo che fare per il pranzo di beneficienza.
Esistono tante versioni, la mia viene dal Cavoletto di Bruxelles. Quindi se non ti fidi di me, ti puoi fidare di lei.

BISCOTTI ALLO ZENZERO


Dose per circa 90 biscotti

270 gr di farina
90 gr burro
70 g miele (più o meno due cucchiai)
63 gr zucchero di canna scuro (le dosi sono strane, perché dimezzate rispetto all’originale)
25 gr zucchero semolato
cannella in polvere 1 cucchiaio
zenzero in polvere 1 cucchiaio
chiodi di garofano in polvere un quarto di cucchiaino
lievito per dolci 1 cucchiaino
acqua 90 gr

In un pentolino, scaldare l’acqua insieme al miele, gli zuccheri e le spezie e, mescolando di continuo, portare a ebollizione. Spegnere, aggiungere il burro a pezzetti e mescolare finché non sia del tutto fuso. In una ciotola capiente, versare la farina e il lievito, mescolare e aggiungere a filo il composto al miele ancora caldo. Mescolare bene finché l’impasto sia omogeneo, coprire e conservare al frigorifero per una notte.
Staccare dei pezzi di impasto e stenderli su un ripiano leggermente infarinato, a circa 2mm (pià fate i biscotti sottili più verranno croccanti) Ritagliare i biscotti con un taglia-biscotto e disporli su una teglia da forno ricoperta con carta da forno. Far cuocere a 170° per una decina di minuti e lasciar raffreddare su una griglia, conservare in una scatola di latta.

Biscotti ed ospiti

Di nuovo, questo è’ il mio modo di ricordare a chi sarà a Roma il 6 aprile 2010 che all’Antica Osteria l’Incannucciata ci sarà un pranzo a favore di Medici Senza Frontiere. Io contribuirò semplicemente, preparando dei biscotti
Per chi è interessato al pranzo i dettagli sono qua.
Per chi è interessato ai biscotti, beh continui a leggere. In un post precedente trovi invece i Nidi di Marmellata.

Biscotti al tè con Albicocca e Spumante

Immagina di voler fare dei biscotti speciali e di avere con tè la ricetta perfetta per la frolla (made in Gennarino). Immagina di voler fare dei biscotti per un’occasione speciale (come un pranzo di beneficienza). Immagina di aver deciso di farli con delle foglie di tè dentro e di arrivare sulla porta del tuo teista preferito e…sentirlo dire “Questo tè con albicocca e spumante è nuovo e gradevole…”.
Et voilà ecco i biscotti che cercavi. Buoni subito, buonissimi poi. C’è da divertirsi con chi assaggia, pochi indovinano il trucco. Poco distinguono esattamente il sapore. Particolari? Sì, assolutamente sì.

BISCOTTI CON TE’ DI ALBICOCCA E SPUMANTE

Ingredienti per oltre 90 biscotti fini

225 gr di farina 00
25 gr di fecola di patate
125 gr di burro
75gr di zucchero a velo
1 uovo (da 50gr)
1.5gr di sale
1.5gr di lievito per dolci
poca buccia di limone grattugiata
2 cucchiai di foglie di tè all’albicocca e spumante

Mescolare la farina con la fecola ed il lievito, unire lo zucchero a velo, infine il sale. Aggiungere la buccia di limone ed ovviamente le foglie di tè. Lavorare gli ingredienti secchi col burro tagliato a dadini, infine unire l’uovo.
Lavorare velocemente l’impasto.
Amalgamato bene il tutto, riporre in frigo l’impasto per almeno un’ora. Ma resiste così dei giorni.
Infine, stendere l’impasto e tagliarlo con gli stampini che si desiderano. Io tendo a stenderlo piuttosto fine l’impasto.
Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 12-15 minuti.

Ottimi dopo alcune ore, ancora meglio i giorni dopo.

Biscotti ed ospiti

Biscotti e ospiti? E’ il mio modo di ricordare a chi sarà a Roma il 6 aprile 2010 che all’Antica Osteria l’Incannucciata ci sarà un pranzo a favore di Medici Senza Frontiere. Io contribuirò semplicemente, preparando un sacchetto di biscotti per ognuno dei 90 presenti e qualche altro biscotto per chi presenzierà all’asta di vini.
Per chi è interessato al pranzo i dettagli sono qua.
Per chi è interessato ai biscotti, beh continui a leggere.

Nidi di marmellata

Quali saranno i tipi di biscotti? Se mi segui per almeno 5 giorni lo saprai.

Incominciamo col primo. E’ un mio cavallo di battaglia. Forse IL mio cavallo di battaglia.
Correva l’anno 1997 o 1998 quando mia madre intorno ai dodici anni mi lasciò la cucina solo per me. Andò a fare la siesta pomeridiana sperano di trovare la cucina intera al ritorno. Io dissi, col libro della Cameo in mano, farò i biscotti. Lei, stoica Ivetta, disse:”Ti avverto, i biscotti non sono facili da fare. Non ti arrabbiare poi se non vengono bene”.
Ed ecco da come cominciò il successo dei Nidi di Marmellata. Fin dalla prima volta. Con questi biscotti ho conosciuto la mia Cavia, con questi ho fatto amicizia con le Coquinarie, con questi so cosa fare quando viene Laura di Palermo a trovarmi, con questi ho cenato con Daniela e ho ammaliato Giulia sabato (mentre la sorella gemella Mirella cercava di placarla).
Unico mio avvertimento: la pasta a volte non si assembla velocemente. Quindi, può succedere che la pazienza serva.

Nidi di marmellata

250gr di farina
3g (un cucchiaino di tè raso) di lievito
100 gr di zucchero
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di essenza di mandorla
1 tuorlo
150 gr di burro
marmellata

Mescola farina e lievito. Unisci lo zucchero, l’aroma di vaniglia ed il sale. Mescola. Aggiunge l’aroma alla mandorla ed il tuorlo. Amalgama il tutto. Aggiungi man mano i burro tagliato a pezzettini.
Lavora l’impasto fino ad ottenere una palla compatta. A questo punto puoi metterlo in frigorifero per almeno un’ora. Resiste comunque dei giorni.

Per ottenere i biscotti procedi come per gli gnocchi: forma dei rotolini grossi come un dito e tagliali a pezzettini. O stacca un pezzetto di impasto e lavoraro.
Ogni pezzettino lavoralo con le mani per ottenere una pallina (grandezza di un chicco d’uva o di una ciliegia, come preferisci). Disponi le palline sulla placca del forno (imburrata e infarinata o usa la carta da forno). Su ogni pallina pratica con la fialetta di aroma un piccolo avvallamento e metti dentro la marmellata aiutandoti con due cucchiaini.

Tempo di cottura circa 15 min in forno preriscaldato a 200°C.
Controlla sempre la cottura, non devono scurirsi troppo.

Varianti possibili sono:
- di aggiungere anche della cannella. Serena, un’amica archeologa, me lo ha suggerito.
- di usare dello zucchero di canna, in parte. Con tale aggiunta i biscotti risulteranno più scuri.

Pane con lievito madre

“Ora che hai fatto il pane, è finito il lievito madre?”
“No, qui sta il bello”
“Ma dov’è ora?” e lo sguardo della Cavia si staglio preoccupato verso di me.

Lievito madre

Da due settimane il lievito madre vive a casa nostra, grazie a Daniela di Senza Panna, che me l’ha donato. Da due settimane posso vantarmi di rinfrescarlo, ogni 2 giorni se lo tengo all’aria aperta o ogni 5 giorni circa se lo pongo in frigo.
L’evoluzione del lievito, il fatto che venga alimentato con rinfreschi, con uguale quantità di farina e circa metà di acqua, impensierisce e ingelosisce :) la Cavia.

Pane con lievito madre

Ed eccoci arrivati al nostro primo pane con lievito di madre. La ricetta l’ho copiata da Daniela per una cena con lei. Risultato? Sorprendente per me, Daniela si è stupita del profumo del pane, gli altri invitati lo hanno divorato. Incredibilmente, anche i maschietti ne son rimasti rapiti.

Ecco come ho fatto:
Fase #1 – 200gr di lievito madre, 300gr farina 1 (del Mulino Marino, presa da Pizzarium), 150gr di acqua (+circa 20 gr)
Semplice, impastare lievito madre, farina e acqua. Poi, via a lievitare fino a raddoppio del volume. Raddoppio che date le temperature no-riscaldamento in casa ha richiesto 4 ore.

Fase #2- Aggiungere all’impasto: 300 gr di farina 1 (sempre del Mulino Marino), 150 gr di acqua (+20gr durante la lavorazione dell’impasto) e 2 cucchiaini di sale (rosa dell’himalaya, ho usato questo perché ce l’ho finalmente e lo voglio usare).
Sempre semplice, impastare gli ingredienti fino ad ottenere una pagnotta liscia. Poi ancora via alla lievitazione fino a raddoppio del volume.
Qui ho fatto lievitare il tutto durante la notte (dalle 23 circa fino alle 9 di sabato mattina).

Fase #3-Ho lavorato l’impasto facendo varie pieghe. Si tratta di piegare e ripiegare l’impasto su di se. Poi ho messo la pagnotta finale su un tagliere di legno. Ho vaporizzato dell’acqua (se non hai il vaporizzatore come me, puoi ho spruzzarla con le dita o con un pennello da cucina imbevuto d’acqua smuovere i peli del pennello ed ecco che pioviggina acqua sul pane…ed altrove :) ). Infine, ho spolverizzato poca farina sopra la pagnotta.
Ed ora ancora un po’ di lievitazione.

Fase #4- Dopo 2-3 ore, il tempo di andare a vedere la mostra di Hopper :) , ho acceso il forno a 250°C. Ho vaporizzato nuovamente con l’acqua la pagnotta e ho fatto due tagli obliqui sopra.
Ho cotto per 15-20 minuti a 250°C e poi ho abbassato la temperatura a 200°C.

Et voilà.

Tutto questo ti dimostra, che fare il pane in cane non è difficile col lievito madre.
Che pure io ce l’ho fatta…
E se ti serve del lievito madre per iniziare, beh chiedimelo e ti sarà dato :)

99 colombe

Non è un ritornello, neppure un’allucinazione. E’ un modo di ricordare l’Abruzzo sostenendo un produttore locale.
Pubblicità?
Forse sì, forse no o forse non importa. E’ un’idea lanciata da un produttore storico locale per ricordare il 6 aprile 2009 quando la terra tremò in Abruzzo…Te lo ricordi?

99 colombe

Il 6 aprile 2010 i blogger ricorderanno l’evento pubblicando una ricetta che abbia tra gli ingredienti uno dei prodotti delle Sorelle Nurzia o che possa accompagnare un loro prodotto. L’idea nasce direttamente da una lettera scritta da Mara delle Sorelle Nunzia ad Artemisia. Ti invito a leggere questa lettera, la trovi nel sito web creato per l’occasione: 99 colombe. E ce pure la pagina di Facebook. Unisciti alle 99 colombe !

Sì, è un “evento” sponsorizzato pure questo. Internet ha tante facce, la pubblicità ha tante facce. Ogni blogger si trova a scegliere cosa fare, se essere puro e semplice o se scendere a patti con la realtà. Se altre volte ho avuto il piacere di gozzovigliare a qualche evento sponsorizzato, non vedo perché tirarmi indietro stavolta. Anzi stavolta cercherò di far di più, perché…

Perché sono nata a tre settimane dal terremoto del maggio 1976 quando fu la mia regione ad essere colpita da un terremoto
Perché sono cresciuta sapendo, dai ricordi di nonni e genitori, che cosa vuol dire il fatto che pochi secondi possono cambiare la tua vita, tutta quanta
Perché ricordo vagamente i prefabbricati post terremoto

Perché mi ricordo la sera del 6 aprile 2007, quando ad Ottawa ho letto i primi tweet che avvertivano del terremoto
Perché ricordo il tweet sulla caduta rovinosa della casa dello studente all’Aquila
Perché ricordo lo stupore oltre oceano, con tutti che mi chiedevano informazioni

Perché vedendo l’Aquila chiusa alla vita, provo rabbia

Perché so anche quanta energia può nascere da un terremoto, energia che muove le mani, energia che muove le idee e le persone
… Perché spero che l’orgoglio di vedere (e rivedere) interi paesi ricostruiti veramente possa essere provato anche in Abruzzo

Perché spero che anche sostenendo uno solo, si possa cambiare
… Perché tutta la vita è una rete di eventi, conoscenze, gesti spontanei

Passaparola.


Quella che vedi non è una foto dell’Abruzzo, ma di Venzone in Friuli. E’ un simbolo, dopo tante discussioni, di come può farsi una ricostruzione fedele e moderna insieme. Testardamente i pezzi di roccia furono numerati e conservati, finchè si ebbe il lusso ed il tempo di ricostruire masso per masso la chiesa originale. E’ un augurio che affianco alle 99 colombe

Cosa fai il 6 aprile 2010 alle 12.30?
Sei a Roma?
Conosci Medici Senza Frontiere?
Hai mai sentito parlare dell’Osteria L’Incannucciata?

A tavola per Medici Senza Frontiere 

Il 6 aprile dalle 12.30 presso l’Osteria L’Incannucciata ci sarà un pranzo a sottoscrizione con successiva asta di vini pregiati. Il ricavato andrà a favore di Medici Senza Frontiere.

Il menù

Il menù ufficiale è:

Sformatino di broccoletti con stracciatella di burrata e julienne di capocollo di Martina Franca (Ristorante Perbacco di Bari)
Ravioli di pane e prosciutto con gobbi al burro e pomodorini confit (Antica Osteria L’ Incannuciata di Roma)

Canelloni di farina di mais con cavolo nero e formaggio della Valgraveglia in crema di Pinoli (Trattoria dei Mosto di Conscenti di Ne - Genova)
Finta trippa alla romana con pecorino e menta (Ristorante l’Arcangelo di Roma)
Torta Saint-Honoré alla crema chantilly e cioccolato fondente (Osteria Vigna del Mar di Monopoli)

Nonché, rullo di tamburi, un omaggio di Ma che ti sei mangiato (sìììì Io). Cosa sarà mai? Un sacchetto di biscotti rigorosamente home made.
Nonché (ancora) tra i fornelli ci sarà Daniela di SenzaPanna. E’ colpa sua :) se sono giunta ad offrirmi per fare i biscotti.

L’invito ufficiale degli organizzatori lo trovi qui. Leggilo anche per capire come è nato il tutto.

Prezzo per il pranzo di 40,00 euro vini inclusi.

Ti attira venire? Per prenotare bisogna, in altenativa:

- andare nel forum del GB: clicca qui e scrivere un messaggio

 -o chiamare il ristorante l’Incannucciata allo 06.45424282

- o chiamare uno degli organizzatori Luciano Lombardi al telefono fisso 080808571

- O scrivere una mail a : oste@vignadelmar.it

I vini per il pranzo saranno messi a disposizione da Partesa Sud Adriatico si preannunciano essere:

Corte Valesio Sauvignon – Agricole Vallone;
Girofle Negramaro rosè – Azienda Monaci;
Dedalo Ottavianello rosso – Accademia dei Racemi;
Aleatico A – Mano – Azienda A – Mano.

Asta di beneficienza

Le bottiglie per l’asta di beneficienza sono molte ed in continua evoluzione. Dalla lista più aggiornata che ho trovato eccole:
1 Chateau Montrose 2001 mgn
1 Chateau d’Yquem 1999 (0.75 lt)
1 Chateau de Pez 1998

1 Barolo Bussia di Monforte d’Alba Prunotto 1964
1 Barbaresco Pora Prunotto 1967
1 Barbaresco Riserva Asili Bruno Giacosa 1996 mgn
1 Barbaresco Asili Bruno Giacosa 2004 dmgn
1 Rosenmuskateller Abtei Muri 2006
1 Weisseburgunder Terlano 1987
1 Le Pergole Torte Montevertine 2001 mgn
1 Decennale Poggio di Sotto 2001 mgn
1 Chianti Classico Riserva Il Campitello 2006 mgn
1 Brunello di Montalcino Riserva Marchesato degli Aleramici 2003 (5 litri)
1 Brunello di Montalcino Cinelli Colombini 2004
1 Brunello di Montalcino Le Ragnaie mgn
1 Kurni Oasi degli Angeli mgn
1 Fiorano Semillon Boncompagni-Ludovisi 1989
1 Patriglione Cosimo Taurino 1994
1 Pier delle Vigne Botromagno 2003 mgn
12 Vigna del Melograno Santa Lucia 2007 (nero di Troia)
1 Amativo Cantele 2007 dmgn
1 Le Cruste Alberto Longo mgn (nero di Troia)
2 Aglianico del Vulture Macarico mgn
6 Primitivo Old Vines Morella 2007
1 Falcone Rivera 2002 mgn
6 Catapanus D’Alfonso del Sordo (bombino bianco)
6 Casteldrione D’Alfonso del Sordo (nero di Troia)
6 Riserva Chiaromonte 2006
6 Riserva Chiaromonte 2005
6 Muro Sant’Angelo Chiaromonte
1 Le Braci 2001
1 Sessantanni Feudi di San Marzano mgn (primitivo)
1 F Feudi di San Marzano mgn (negramaro)
1 Turriga Argiolas 1999
1 Valle Cupa 2003 – Salento Rosso IGT – Apollonio (50% primitivo + 50% negroamaro). mgn in cassettina di legno
1 Sauternes Chateau de Malle 03 mgn

Anche in questo caso: vieni e/o passaparola.

Dopo tanto parlare dei Foodies in Rome (e non è finita la saga), è tempo di parlare di cibo vero, quello da farsi.
Metti che sia venerdì sera, che non hai tempo di fare la spesa, che il frigo abbia alcuni ingredienti interessanti. Metti che leggi Bon Appetit e scovi una ricetta per una zuppa di peperoni e pomodori. Metti che tu hai della lista di ingredienti solo i pomodori, ma che ti stuzzica l’idea di insaporire il tutto con paprika piccante e dolce.
Ecco allora cosa può venire fuori.
Questa ricetta ha avuto due Cavia, l’ufficiale e un’amica giramondo che è venuta a trovarmi dopo aver visto Avatar e prima di partire per Siviglia. Entrambe le Cavie hanno approvato il risultato finale.

ZUPPA CON PAPRIKA E POMODORO

La zuppa di pomodori il giorno dopo...con un po' di Spritz

Ingredienti per 4 persone

3/4 di cipolla bianca
2 carote piccole
1 patata
5 pomodori medi da grappolo
1 gambo di broccoletto siciliano, rimasto da un’altra ricetta, più qualche foglia
1 mela
acqua salata calda
1/2 cucchiaio di paprika dolce
1 cucchiaino di paprika piccante
sale, pepe
olio extra vergine d’oliva

Ho cominciato pulendo e tagliando a rondelle la cipolla. Poi ho spelato le carote e le ho tagliate a rondelle. Infine, la patata è stata spellata e tagliata a dadini.
In un tegame ho messo abbondante olio extra vergine d’oliva con le cipolle (ovviamente a fiamma accesa). Ho mescolato. Dopo un po’ ho aggiunto le carote. Mescolato ancora. Poi è toccato alle patate. Tale fase semplice di mescolatura, agguinta di ingrediente, prende dai 5-10 minuti.
Nel frattempo ho pulito i pomodori e tagliati prima a fette e poi a dadini. Nonchè ho pulito i resti del broccolo (non abbondanti) e li ho tagliuzzati. Ho aggiunto nel tegame prima i pomodori e poi il broccolo. Ho mescolato il tutto.
Poi ho lavato bene la mela bio e l’ho tagliata a dadini. Ovviamente, ho aggiunto anche questo al resto degli ingredienti in cottura.
Ho lasciato insaporire il tutto per alcuni minuti. Poi ho aggiunto l’acqua calda leggermente salata coprendo gli ingredienti. Ho cercato di non abbondare con l’acqua essendoci già il succo dei pomodori, ma qui puoi seguire i tuoi gusti in fatto di consistenza delle zuppe.
Ho fatto cuocere per 20 minuti. Poi col minipiner ho frullato tutto. Ho aggiunto le paprike (dolci e piccante) e mi son regolata sulla quantità seguendo il mio gusto.
Da mangiare calda (può essere riscaldata ovviamente anche il giorno dopo).

Altre zuppe con pomodori sono:
Zuppa indiana di pomodori e lenticchie rosse imparata a fare da Delicious Days
Zuppa di lenticchie con zafferano scovata da 101 cookbooks

Zuppa di pomodoro, mele e ricotta trovata e provata da Un tocco di zenzero

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