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CenerOntola alla mia tavola

Finalmente un ospite veramente speciale a cena: CenerOntola.
La principessa glamour e schietta del web, nata dalla mente creativa di Davide Nonino, si è già concessa in un’intervista doppia la scorsa settimana. Come alcuni fan attenti di CenerOntola hanno fatto notare quella era un’intervistOna Doppia.
Oltre a spulciare curiosa nella mente di CenerOntola e Davide, cercai anche di avere alcune idee generali sui loro gusti a tavola. Ma con quale obiettivo? Beh, per invitarli, più o meno virtualmente, al mio tavolo e cercare di metterli d’accordo tra un boccone e l’altro. Ho cercato di capirli non solo in termini di gusti. Cucinare per gli altri è anche un modo per comprendere chi sono, cosa vogliano e cosa possono ancora imparare da un piatto inatteso, perchè da piccolissima chef mi piace anche stupire gli ospiti, oltre che ingraziarmeli.
Le domande menu-oriented sono state un ottimo punto di partenza anche se come potevo accontentare la voglia di scoppiettante innovazione di CenerOntola con la voglia di risotto padano di Davide? O le donne vogliono troppo o gli uomini sono veramente dei pantofolai…e poi non sopravvivono uno senza l’altra. Chissà perchè tutto questo? Sarebbe proprio una domanda per CenerOntola, la GirlOne più Posh che ci sia :)
Ma veniamo al menù sennò qui CenerOntola si spazientisce.
Ecco allora il menù:
 
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MENU CENERONTOLA & DAVIDE
 
ANTIPASTO
Rotolini di speck, patate e gorgonzola
 
PRIMO
Risotto al Parmigiano con aceto balsamico e semi di papavero
 
SECONDO
Polpette di zucca e nocciole
Pollo al prosciutto crudo
 
DOLCE
Torta Caprese
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I Rotolini di speck, patate e gorgonzola sono già stati presentati in questo blog come un antipasto delizioso. E’ insieme tradizionale, per soddisfare Davide, e innovativo, per CenerOntola.
Del Risotto al Parmigiano ne avevo già parlato munita di ricetta, ma per questo menù ho cercato una ricetta ancora più ricca e ricercata. Per questo devo ringraziare Appunti di gola.
 
RISOTTO AL PARMIGIANO CON ACETO BALSAMICO
Ingredienti per due persone
 
 
per il brodo:
acqua
mezza cipolla
carota
due gambi di sedano
 
per il riso:
100 gr di riso (Vialone nano, ma io avevo solo Roma ahi ahi ahi)
50 ml di aceto balsamico
50 gr di Parmigiano Reggiano
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di cannella
25 gr di burro
semi di papavero
vino bianco
 
Si incomincia facendo il brodo e facendolo cuocere per circa 45 min (aggiungete poco sale). Si getta il riso nel brodo, si mescola, e si cuocere per 5-6 minuti.
Si eliminano le verdure dal brodo e si scola, in un altro contenitore, il brodo in eccesso. A questo punto si versa il vino bianco e si fa sfumare per qualche minuto.
Io ho fatto cuocere fino a cottura ultimata del riso, aggiungendo di quando in quando il brodo. A cottura quasi ultimata ho aggiunto il Parmigiano e il burro, ho mescolato.
Nel frattempo ho preparato l’emulsione. Si versa in un pentolina, l’aceto, il miele, la cannella. Si fa cuocere qualche minuto a fuoco dolce, finchè il composto si caramellizza.
Mettere nei piatti il riso facendo una conca nel mezzo. Versare nella conca l’aceto caramellizzato. Decorare coi semi di papavero.
Per mangiare? Si uniscono i vari ingredienti presenti nel piatto.
 
Per il secondo due new entry per il blog. Le polpette di zucca derivano da Divina Cucina, conosciuta su Twitter, e dalla mia lettura semi errata di un suo tweet, a proposito di fette di zucca cotte con nocciole. La ricetta è stata adattata da Viaggiare Come Mangiare.
Mentre il pollo con prosciutto crudo viene da un recente numero di Bon Appetite.
 
POLPETTE DI ZUCCA
Ingredienti (ad occhio)
 
zucca (fate conto tanta patata quanta zucca)
1 patatOna
1-2 cucchiai di formaggio grattuggiato (Parmigiano può andar bene)
50 gr di nocciole
1 cucchiaio di pistacchi (non salati)
1 uovo
paprika dolce
sale
pepe
Mettere zucca (con buccia) e patata spellata in un piatto fondo con poca acqua. Inserire nel forno a microonde a 600W per circa 10 minuti.
Togliere dal forno. Estarre solo la polpa della zucca. Schiacciare zucca e patata assieme. Unire, mescolando, il formaggio, la paprika, il sale ed il pepe. Fare delle polpette da passare prima e velocemente nell’uovo e poi nel trito di nocciole e pistacchi. Il trito non deve essere troppo fine.
Infine, cuocere nel forno tradizionale, con poco olio, per 15 min a 180°.
 
POLLO AL PROSCIUTTO CRUDO
Ingredienti per 3-4 persone
1 petto di pollo
1 etto di prosciutto crudo
provolone piccante
Tagliare in due parti il petto di pollo.
Tagliare a lato il pezzo di petto di pollo. Il taglio deve essere piccolo e tale da lasciar passare un pezzo del formaggio. Il formaggio non deve fuoriuscire.
Avvolgere con due fette di prosciutto il pollo. Cercare di chiudere le fette di modo che stiano aderenti al pollo.
Cuocere alcuni minuti, circa 4 min per parte, il pollo in pentola con due cucchiai di olio extra vergine di oliva.
Poi continuare la cottura in forno a 180° per 20 minuti.
Servire tagliato a fette.
 
Infine, il menù si conclude con la tradizionale ma lucculiano Torta Caprese. Non ha niente a vedere con l’insalata. E’ un connubio perfetto tra cioccolata e mandorle. Il miglior commento? Quello di mia sorella:”Quando l’ho vista ho pensato che fosse un mattone di torta, anche se buona. Invece è sì buona ma leggera, a suo modo”. Su su Davide e CenerOntola, buttatevi su tanta sana cioccolata :)
 
Allora che ne pensate?
E voi, CenerOntola e Davide, che ne dite di questo menù?
Se il Corriere.it lancia il sondaggio sulla parola dell’anno, allora per chi ha voglia di divertirsi e si diletta a surfare tra i foodblog, tra le ricette, le fiere, le guide…allora per voi curiosi, qual è la parola dei food online 2009?
 
 
1 – Birra artigianale
Perchè pub, birrerire, beer shop si aprono a volontà, fino all’apertura dell’osannato Open Baladin ed il lancio di un sondaggio tra i bevitori di birra artigianale , che rimbalza nel web.
 
2 – Tasting panel
Se siete blogger, forse ambite a farne parte. Dal vino, alla grappa, passando per i formaggi, oramai sono realtà anche in Italia
 
3 – Cucina molecolare
Perchè Striscia la Notizia ci ha messo lo zampino e gli esperti hanno cercato di mettere ordine spiegando la cucina molecolare.
 
4- Gourmet
Ahimè Gourmet perchè chiude, inaspettamente, chiude i battenti
 
5- Cavolo
Data l’uscita di un libro, sì quello del Cavoletto di Bruxelles .
 
6- Cacio e pepe
Quale piatto tipico romano e per la morte di Felice , re del Cacio e Pepe, appunto
 
7- Risotto
 
8- Julia Child
Dopo il film, la si scopre anche in Italia .
 
9- Biologico
Per l’uscita di uno studio che asseriva che fosse un bluf per la salute. Ma gli studi vanno letti…
 
10- Vinino
Un esempio di termine coniato da un blog, nella fattispecie InternetGourmet .
 
Allora per voi qual è la parola 2009?
Altre proposte?
Julia Child: una donna, una cuoca, una o la rappresentante della cucina francese negli States, un personaggio tv?
E’ veramente difficile definirla, di sicuro non è semplicemente la protagonista del film Julia & Julia che è arrivato anche nei cinema italiano e che noto, tramite le visite ad un mio precedente post , sta incuriosendo gli appassionati del web. Appassionati del web che pazienteranno un po’ scopriranno una chicca legata a Mastering the Art of French Cooking.
 
Molti si chiedono se esistono dei libri in italiano di Julia Child. Da una prima ricerca, mi tocca dare una laconica risposta negativa.
Però se conoscete l’inglese non sono difficili da reperire online.
 
800px-Julia_Child,_1989
 
 
Se siete interessati alle ricette di Julia (le potrò dare del tu?) non avete che l’imbarazzo della scelta, anche se il fenomeno Child è incominciato ed ha le sue salde radici in Mastering the Art of French Cooking. Poi, solo poi, il fenomeno è stato trasposto sul video ed il passaggio da appassionata di cucina a scrittrice e a personaggio televisivo non è stato immediato, nè sostenuto subito da un’immensa folla di fan, nè scontato.
Se leggete My life in France, vedrete che l’inizio non è la solita cucina della mamma e neppure un ancestrale richiamo ai fornelli.
L’inizio è…la Francia. Julia, come direbbe mia nonna, “non è nata imparata”. Per me la chiave dell’essere Julia Child è la determinazione, quell’ottusa a tratti e costante voglia di imparare e di raggiungere l’eccellenza.
Insomma, quella che in altri campi lavorativi e del sapere verrebbe etichettata quale competizione. Lei però non competeva con altri, competeva con il sapere fare. Insomma, aveva un’alta etica professionale, anche quando non aveva ancora una professione nel mondo della cucina.
 
Le ricette di Mastering the Art of French Cooking sono state studiate attentamente, ma non a tavolino. Sono state studiate nella francesità e nella loro americanità insieme. Sono francesi in quanto provenienti dalla tradizione d’oltrealpe. Sono americane perchè gli ingredienti e le relative dose sono adattate a quello che il famoso americano medio può reperire nei negozi sotto casa sua.
Sono, ancora, studiate perchè Julia non si fermava certo al primo tentativo. In un’epoca in cui l’immediatezza delle email non esisteva, si scambiava lettere con Simone Beck e Louisette Bertholle, le altre autrici del primo volume. Lettere insieme di amicizia e di discussioni culinarie dettagliate e puntigliose su quali ingredienti usare e come. Simone rappresentava la Francia, mentre Julia mediava e cercare di trasporre, il più fedelmente possibile, la Francia in America. Dietro Mastering the Art of French Cooking c’è un carteggio intenso, con momenti critici, che si è protratto per anni.
 
judith jones
 
Il mondo dell’editoria non accolse subito Mastering the Art of French Cooking come il libro rivelazione. Fortunatamente per noi, foodblogger e non, il destino ha voluto che capitasse sulla strada di Julia Child un’editor non da poco quale Judith Jones (è qui la chicca promessa all’inizio).
Suppongo che non conosciate, come me fino a circa un mese fa, Judith Jones. Eppure vi assicuro conoscete di sicuro un’opera storica e letteraria che ha promosso e lanciato. Pensate ad un libro letto, presumo, alle scuole medie. Un libro che può avervi fatto piangere, pur non essendo un romanzo sentimentale. Un libro che fa parte di un pezzo più che significativo di storia europea. L’autrice si chiamava Anna.
Idee? Judith Jones trovò, lesse e lanciò il Diario di Anna Frank.
 
julia_child_2tv
 
 
Infine, Julia Child arrivò in tv, quando la tv non era fatta di reality e quando era una novità anche negli States. Insomma, nell’epoca del bianco e nero, in assenza di tronisti e simili, c’è si fece strada cucinando in diretta senza modelli da seguire e parlando anche di cosa fare in caso di errori e disguidi in cucina. Julia parlava e sbagliava, pur riuscendo ad eccellere alla fine.
Allora come definireste Julia Child? Cuoca, chef, gourmet, pioniera, una donna tutta di un pezzo, un’ambasciatrice, una qualunque? Per piacere non foodblogger con carta e penna, sarebbe una banalizzazione a meno che non mi date una motivazione convincente. Chi ne ha il coraggio? Non vi mangio mica.
 
Altri blog che hanno presentato in chiave foodblog pensieri su Julia Child:
Dissapore in chiave recensione cinematografia con vivace discussione nei commenti
Cucinare è un grande rischio per la donna moderna. Da necessità si può trasformare in piacere, da piacere si può trasformare in occasione prediletta per vedere gli amici, e da occasione per vedere i propri amici e conoscenti può diventare occasione per cucinare per i colleghi, e capi, altrui.
 
L’altrui in questione è stato la Cavia.  
Come dirgli di no alla richiesta di cucinare per il suo collega di Unit e al suo capo, di Unit anch’esso? Impossibile. 
Come non rispondere con un sorridente “certo” alla notizia che ci saranno anche le consorti? 
Per l’amour, scusate per la cucina, si fa tutto :)
 
La Cavia si è spinta oltre stavolta, voleva persino imporre un menù. 
In parte, per amore della convivenza, i suggerimenti sono stati accolti, per una parte, per amore della diversità, ho deviato dalle indicazioni. Non potevo certo presentare lo stesso menù “perfetto” fatto alcune settimane fa , il mio essere chef casalingo in evoluzione ne avrebbe risentito. Non potevo inoltre ridurre il secondo allo studel salato come la Cavia suggeriva. 
Ecco allora il menù, per la trasparenza i piatti con asterisco provengono da indicazioni menu-istiche della Cavia.
 
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MENU’ PER I COLLEGHI ALTRUI 
Partecipanti 5
 
ANTIPASTO 
Patè di olive e mandorle
 
PRIMO 
Risotto pere e gorgonzola
 
SECONDI 
Strudel salato di speck e Asiago* 
Verdure in agrodolce
 
DOLCE 
Crema di mascarpone e Porto* 
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Le ricette sono già state postate tutte online. 
Per il patè di olive e mandorle ho aggiunto stavolta poche olive nere e ho eliminato l’aglio. 
Lo Studel di speck, Asiago e mela è stato mantenuto immutato, mentre alle verdure in agrodolce stavolta ho aggiunto un terzo di peperone rosso aggiunto dopo i pomodori. Tra l’altro ho notato che alla ricetta postata online mancavano le olive nere (2 manciate) che sono state aggiunte stavolta. 
La crema di mascarpone al Porto è oramai un’immancabile offerta per gli invitati. 
Infine per il risotto pere e gorgonzola ho duplicato le dosi già messe online. Ho quindi usato:
 
500 gr di riso 
1 scalogno grande 
3 pere (2 aggiunte all’inizio ed uno aggiunta 5 min prima del completamento della cottura del risotto) 
1 bicchiere di vino bianco 
90 gr di Parmigiano Reggiano (ad occhio) 
110 gr di gorgonzola (ad occhio) 
Per il procedimento si è seguito quello già scritto online qui .
 
cena giorno dopo
 
 
Per i tempi di preparazione di questo menu contate su 2 ore – 2 ore e mezza.
Io ho proceduto così:
 
1) ho iniziato con la preparazione verdure in agrodolce (circa 20 min) 
2) durante la cottura delle verdure ho preparato la crema di Porto (circa 15 min) 
3) poi, quando le verdure cuocevano ancora e con aggiunta di sale, zucchero e aceto e pepe, ho preparato il velocissimo strudel di speck, Asiago e mela (10 min) 
4) ho infornato lo studel, pulito la cucina, spento le verdure (10 min) 
5) è arrivato così il tempo del patè di olive (5 min) 
6) mi sono preoccupata dell’ora, ho riassetato la cucina di nuovo 
7) mentre lo strudel cuoceva ancora alcuni minuti, ho tagliuzzato lo scalogno, pelato le prime due pere e le ho tagliate a dadini  
8) a forno spento sono corsa a cambiarmi 
9) leggermente abbellita, ho scaldato il brodo 
10) infine, attesa degli ospiti seduta sul divano
 
Per il risotto ho aspettato i primi ospiti e poi ho iniziato. 
Ho fatto tutto con calma, non solo la fase 10). Ho fatto grande attenzione nello tagliuzzamento delle verdure, perchè voglio migliorarmi. Certo i coltelli non sono quelli perfetti (per ora), ma imparare piano piano ed in ogni occasione possibile è il mio motto di questo periodo.  
 
Che ve ne pare? 
Cosa avreste cambiato?  

Roscioli e i mirtilli

Da dove cominciare? Cosa c’azzecca Pierluigi Roscioli e i mirtilli?
Potrei semplicemente dire: chiedetelo al Papero Giallo 
Infatti, tutto si svolge alla presentazione dei due primi volumi della collana Cucinare Insieme curata dal Papero Giallo .
 
papero giallo - fornelli
 
Era un giovedì sera a Roma e lettori del web e curiosi e curiosandi in cucina si sono ritrovati all’Open Colonna. Lo scopo non era tanto mangiare a sbaffo o andare ad una presentazione con tanto bla bla e tanti libri. Lo scopo era andare a cucinare. 
Nel mio caso panificare, per quel che si può fare con tante persone in lista per tre ore soltanto. Mi sono per questo lanciata per entrare nel primo gruppo. Tra me e Silvia, altra attenta lettrice del Papero Giallo, c’era Pierluigi Roscioli , che con fare attento e molto alla mano già intratteneva una giovanissima curiosa. Mentre gli occhi della bimba curiosa girovagavano tra i vari ingredienti presenti sulla tavola (uova, farina, semi di papavero, acqua), Roscioli introduceva i lieviti naturali o madri. Due erano i lieviti naturali che salutavano i gourmet dal tavolo: uno acido fatto con farina integrale e uno neutro. Dopo un assaggio per capirne la differenza e dopo aver spiegato che quello acido, per il suo sapore marcato, si usa solo per il pane (come quello di Lariano servito durante la serata), Roscioli ha mostrato come si inizia a fare il lievito acido.
 
Un gesto semplice come pelare le patate è il punto di inizio. Le bucce vengono poi messe in un bicchiere riempito subito dopo d’acqua. E poi il tempo fa la sua parte. Man mano si attiverà poi il processo di rinnovo del lievito, una volta formato e ripulito dalle bucce di patata oramai ridotte a poltiglia. Mentre per il lievito neutro si parte dalla frutta, come la mela che accelera il processo.
Poi dopo averci e avermi messo a fare una pagnotella, umile umile, di pane in treccia ebreo e dopo averci mostrato come fare una treccia a sei, ci ha fatto una rivelazione che ha stupito chi aveva le mani in pasta e chi no.
 
papero giallo-pane 1
 
“Questo lievito neutro l’ho fatto partendo dai mirtilli.” 
Ma non aspettatevi che sappia di mirtilli (o di frutta negli altri casi), il sapore si perde durante il processo di fermentazione e dei mirtilli alla fine rimane solo il lievito, appunto sennò perchè portare tutta quella attenta pazienza?! 
Non deprimiamoci se a casa ci riduciamo (devo usare il singolare?) a usare il lievito di birra. Parola di Roscioli: va bene lo stesso, basta usare la quantità giusta di lievito. Spero di ricordare bene: 7 grammi per 1 chilo di farina. Ah dimenticavo, dovrete aspettare ben più delle solite 2-3 ore, ma puntare sulle 12 (ma qui chiedo conferma a chi stava prendendo appunti). Però, meno male che ci sono però, i tempi “casalinghi” da due o tre ore, giustificati dalle esigenze quotidiane, richiedono semplicemente di aumentare, maniera saggia, la dose di lievito.
 
“E la pizza in casa? Perchè non viene croccante?”

Il forno, ha risposta non tanto laconico Roscioli. La pizza richiede una cottura strong, anche se ricordo che aspetto il concetto in maniera più romana. “La pizza richiede sui 400°”, mentre la differenza tra statico e ventilato non fa gran differenza tranne per …ahi ahi ahi non ricordo. Roscioli per la pizza romana fine fine non usa addirittura lievito. 

 

“Che farina sta usando?” 
Manitoba. Per il pane,e qui spero di ricordare bene, fa bene anche la farina 00. La farina 0 va bene per i biscotti. Nessuno ha preso appunti?
 
“Farina come, biologica?” 
Qui il Roscioli ha fatto rapida digressione storica agli anni ‘70 quando la produzione agricola si è concentrata su grani ad alto contenuto di glucosio e su additivi capaci di aumentare la produzione. E da lì si arriva facilmente alle attuali e dilaganti intolleranti e allergie. Bravo! Ho un ricordo di mia nonna con in mano concimi chimici pronti ad essere travasati nel mio bel annaffiatoio rosso a forma di galletto. Ridete pure, che dolore vedere una nonna rubare, per presunte finalità produttive, un giocattolo a una bellissima bambina :)
 
papero giallo-pane 2
 
“Si può congelare il lievito?” 
Attenzione, fate riferimento a chi ha più appunti mentali dei miei. Ricordo l’accenno alla necessità di conservare in freezer sottovuoto. Chi non ha la macchinetta per il sottovuoto, niente da fare. Però, per rallentare la lievitazione si può mettere l’impasto, non il semplice lievito, in frigo. 
 
“Qual è la temperatura ideale per la lievitazione?” 
Sui 24-27° C. Bene, date le temperature in casa Cavia-Cuoca posso rinunciarci per tutto l’inverno :( Il composto fa arrotolato con carta trasparente (pellicola) non troppo stretta o con panno di tela bagnato. 
 
Una nota visiva. L’impasto lievitato deve avere le stesse “bollicine” interne del lievito, solo più grandi. Della serie, tale padre tale figlio? :)   
La crosticina che si può formare sul lievito si può usare, ma solo per certe finalità. Dipende da cosa si sta facendo.
 
Ed ora alla domanda made in Papero Giallo : “E’ facile fare il pane?” 
Pierluigi Roscioli: ” Tutti possono fare il pane, con diversi risultati.” 
Papero Giallo : “Riformulo la domanda. E’ facile fare del buon pane?” 
Pierluigi Roscioli, indovinate un po’: ” No …”. Sennò perchè eravamo in tanti intorno al suo tavolo di lavoro quella sera?!
 
(Nel backstage, insomma in un momento di calma, Roscioli si è lasciato andare, rivolto ad uno che non conosco: “Ma ci credevi che io potessi parlare italiano corretto per così tanto tempo?”. :) Non che mi sarebbe dispiaciuto origliarne i segreti in romano de Roma.) 
 
Passo e chiudo. Senza ricetta, ma conto di aver fatto trasparire insieme il piacere di fare il pane con accanto uno dei mastri fornai di Roma ed il piacere compartecipato della serata. Parlo semplice? E’ stato bello stare in mezzo a sconosciuti, sporcarsi le mani, scambiare qualche chiacchiera, scoprire chi c’era, e mangiarsi dell’ottimo formaggio. Non saprei a tal proposito fare una graduatoria tra la treccia di mozzarella affumicata, mozzarella freschissima e ricotta.
Chissà dove le posso trovare ora?
 
PS Le foto, in via straordinaria, sono opera della Cavia. Con mia sorpresa non smetteva di farne, pur riuscendo ad abbinare il lavoro alle degustazioni (vabbè magnate) di pasta carbonara, al pomodoro e ditalini con fagioli e cozze.
 
Ultimissima nota. Saluti a: 
- KatieParla , di Parla Food , che ho rivisto stavolta con macchina fotografica in mano, insieme a Petulia di FoodInRome che ha cucinato con Sepe 
- Silvia che ha fatto il pane nel mio gruppo

Anne Torte alla grappa

Una torta misconosciuta ai molti eppure la sua storia non si discosta molto dalla molto più famosa Sacher Torte. Anzi, la pasticceria Demel, sempre di Vienna, si contende coi Sacher la stessa paternità della Sacher Torte. Altre versioni dell’annosa questione riportano l’origine della Sacher al pasticciere Demel.
Difficile risolvere la questione da un divano romano e avendo solo visitato ed onorato la pasticceria Demel. Qui non posso che limitarmi a riproporvi la ricetta dell’Anne Torte , tanto apprezzata da La Cavia. Cavia che mi implorava da tempo di rifarla, io che dubitavo perché col forno “nostro” avevo timore di incorrere in un fallimento. Ma dovendo pur testare in cucina la Grappa Casetta della Vallagarina arrivata giorni fa (e di cui ho parlato qui), non ho potuto più tirarmi indietro.
Ci tengo a dirvi che questa è l’Anne Torte forse non originale. E’ basata su una ricetta trovata online in tedesco anni fa, tradottami dalla mia amica di Munchen. E tra l’altro priva di glassa. Per una torta casalinga è già abbastanza ricca così e fa un effetto stupendo per il palato in questa versione semplice.
 
Se avete altre versioni della ricette, io sono qua pronta a testarle.
 
ANNE TORTE con la Grappa Casetta della Vallagarina
 
anne torte 1.2
 
250 gr di burro lasciato alcune ore fuori dal frigorifero
250 gr zucchero
1 pacchetto di vanillina
1 cucchiaio di Grappa Casetta della Vallagarina
4 uova grandi
250 gr farina 00
1 ½ cucchiaino di lievito per dolci
125 gr di cioccolato amaro tagliuzzato finemente
100 gr di mandorle spellate grattugiate finemente
50 gr di cedro candito (o anche arancia candita, io questa volta ho usato un mix di frutta candita)
 
Lavorate a crema il burro. Unite gradatamente ( a circa 30gr alla volta) lo zucchero e poi la vanillina, continuando a mescolare continuamente. Unite un uovo alla volta mescolando man mano fino ad ottenere un composto omogeneo. La pazienza si tradurrà in un ottimo impasto, ricordate. Poi unite sempre man mano la farina mescolata col lievito. Infine è la volta prima della cioccolata, poi delle mandorle e dulcis in fundus del cedro.
Versate il composto in una teglia imburrata da 26cm di ampiezza (con cerchio apribile). Cuocete in forno preriscaldato a 160° (se ventilato) per circa un’ora. Vi consiglio di controllare la cottura dopo 40-45 minuti.
E’ ottima mangiata i giorni dopo, sempre che resista.
 
Esito dell’utilizzo della grappa? Fantastica, se possibile ancora più del solito. Il profumo della grappa si è amalgamato bene con la torta. Quindi mi sa che userò ancora tale grappa per l’Anne Torte.
 
  

intervista 2

 
CenerOntola?
Se credete che abbia sbagliato a scrivere, è proprio ora che vi aggiornate su un personaggio che oramai sta conquistando il web, per ora italico. 
Davide? 
Se credete di sapere chi sia questo Davide, sappiate che state perdendo uno scrittore tra l’emergente ed il creativo che si sta facendo strada. L’ultima sua fatica è stata “CenerOntola. Manuale pratico per giovani scrittori“. Ma CenerOntola sta prendendo il soppravento sulla realtà.
Quindi potreste presto stupire i vostri amici, parlando di Davide e CenerOntola dopo aver letto questa doppia intervista. L’intervista indagherà gli aspetti più scabrosi dei due personaggi e cercherà di metterli d’accordo tramite un menù, che verrà svelato nella prossima puntata.
  
Prima le donne…
 
Nome CenerOntola, detta su face book anche Cene, Cery o Ronty 
Nome Davide
 
Età che credi che te lo dica? Io sono una signora 
Età Ancora sotto i 30
 
Professione Ogni giorno principessa 
Professione Web writer, scrittore… insomma scrittura a manovella
 
Conosci Davide Nonino? L’ho sentito nominare fuori dal mio castello 
Conosci CenerOntola? Ce l’ho appiccicata in testa
 
Come vi siete conosciuti? Beh lui è quello che ha conosciuto me siamo chiari… 
Come vi siete conosciuti? Per sbaglio, invece di una E ci ho messo una O ed eccola lì, splendida.
 
Fai un saluto a Davide Ciao Caro 
Fai un saluto a CenerOntola Buongiorno principessa?
 
Da dove viene il nome CenerOntola? NON da quella zoncola di CenerEntola… è unico e tutto mio 
Da dove viene il nome Davide? Mannaggia non mi ricordo… ecco di sicuro qualcosa di molto antico
 
Perché quella corona in testa? Son principessa no? 
Perché quella penna in mano? Fa tanto scrittore ;)
 
Fa parte del tuo essere principessa glamour, come hai scritto su Facebook? Certo! Noi principesse VERE abbiamo le forme, i sogni e soprattutto LO STILE!!! 
Scrittore emergente glamour o no glamour? Io sono per il fashion… fosse per me ogni weekend sarebbe shopping a manovella… su questo sono d’accordo con Cene.
 
Perché hai quasi 900 fans su Facebook? Cara sono più di 1000 non sei aggiornata ahah!!! Sai che non lo so mica? Io mi sono fatta un account per farmi i fatti miei e soprattutto quelli degli altri e poi.. boh… ma mi ci diverto un casino. 
Perché hai solo 200 fans su Facebook? Beh dai non sono così pochi… poi c’ho anche gli amici… e poi gli voglio bene… 
 
Chi ha visto CenerOntola? Di sicuro non mi ha ancora vista George Clooney, ma lascia che butti un occhio alle mia calzone a strisce e poi vedi che fine fa la Betta… 
Chi ha visto Davide? I 200 fans?
 
Guerilla marketing, cos’è e perché lo fai? E’ promuovere un’idea in modo non convenzionale, con eventi che la gente non si aspetta in luoghi dove non se lo aspetta… è sorpresa e creatività, come CenerOntola.
CenerOntola approva? Si, quando si parla di lei sempre… è un pelino vanitosa.
Confermi CenerOntola? Ah si… e poi vengo così bene in video.
 
Davide è….un principe Buzzurro? Per me il 99,9% dei maschi è BUZZURRO dentro… fai tu…
CenerOntola è … una principessa glamour? Non è proprio sta gran finezza… ma lo stile è lo stile.
 
Davide è … il tuo creatore? Gli è venuta un’idea, ci ha scritto sopra… e poi è arrivata quella matitina della Simona che mi ha fatto un vestitino che è una favola.
CenerOntola è …una musa ispiratrice? Indubbiamente si… e ha anche un musone!!!
 
Davide è … un personaggio? Sicuro… non è tutto giusto!
CenerOntola è … un personaggio? Una personaggia, in tanta carne e poche ossa
 
Credi più alle fiabe o a Davide? Ti dirò le fiabe mi hanno un po’ scocciato (vedi quella zoncola di CenerEntola… sempre lei, troppo perfettina)… devo per forza dire Davide?
Credi più alle fiabe o a CenerOntola? Sicuro CenerOntola!!!
 
Credi più al lupo o a Davide? Al lupo… stiamo cercando di beccare i porcellini e farci un bel pranzetto a due… non se ne può più di questi 3 che a ogni ora bussano e ti chiedono rifugio.
Credi più a Cappuccetto o a CenerOntola? Sempre CenerOntola
 
Credi più alle sorellastre o a Davide? Le sorellastre. Fastidiose a dir poco… ma basta lasciargli quello stoccafisso del principe azzurro e stan zitte ;)
Credi più a Biancaneve o a CenerOntola? Confermo Cene.
 
La vita secondo CenerOntola? Lavori in casa (pochi), cibo (tanto), uomini (moooolto pericolosi) e tante coccole!!!
La vista secondo Davide? Mi mancano 7 diottrie… non una gran vista ahah
 
intervista doppia - articolo
 
E ora passiamo al lato cibo. Fatemi capire i vostri gusti in 10 domande.
 
Zucca in carrozza o zucca con topini? Zucca cabrio
Zucca piena o vuota? Piena piena!!! Già penso agli gnocchi
 
Sorellastre in minestra o nel risotto? Torte in faccia non si può?
Minestrone montano o risotto padano? Facciamo risotto montano… sai come con CenerOntola mescolo le cose
 
Tradizione o innovazione? Innovazione, basta con le solite fiabe
Un pranzo da Babette o novelle cousine? Tutti da Babette!!!
 
Rapidità o eternità? Carpe diem
Tutto e subito o tempo al tempo? Tempo al tempo va… che si sa mai che si inciampa
 
Cioccolata o cheesecake? Oh Gesù e come faccio a scegliere?!??!
Cioccolata o Gubana? Oh Gesù e come faccio a scegliere?!?!?!
 
Cacciatrice o bella donzella della campagna? Cacciatrice con fucilone a pallettoni e bella arrabbiata tipo la vecchietta di Madagascar
Cacciatore o agricoltore? Agricoltore… sono per le piante!
 
Vino o acqua? Vino, bianco e sofisticato
Vino o whiskey? Se dico che sono un friulano che non beve anche se si fa di cognome Nonino
 
Speziata o riservata? Speziatissima… e piccantina
Speziato o sapori nostrani? Nostrani, di origine controllata
 
Golosa o a stecchetto? Beh dammi un occhio…
Goloso o schizzinoso? Golosone ma niente manigliette….
 
Davide allo spiedo o …i 3 porcellini con mela in bocca?
CenerOntola allo spiedo o … la principessa col pisello?
 
Per concludere, dai un suggerimento a Davide Caro, con quella foto bianco e nero sbiadita fai 900 andato!!! Tirati un po’ su!
Per concludere, dai un suggerimento a CenerOntola Cheesacake allo yougurt greco… una favola!!!
 
E ora lasciatemi meditare su un menù per una cena tra voi due.

 

Per maggiori informazioni su Davide e CenerOntola:

Voga Girls Menu

Non è uno dei soliti menù.
E’ nato durante una cena da Roscioli con una che fino a pochi mesi fa sarebbe stata una perfetta sconosciuta. Si tratta di Nan conosciuta su Twitter e incontrata a Campo dei Fiori pochi minuti prima sotto un bello scroscio di pioggia serale.
E tra i bocconi, le chiacchiere e gli spezzoni di vita reale da condividere ho accennato alla cena dei colleghi de la Cavia che avrei avuto il giorno dopo.
E lei da brava Voga Girls mi ha chiesto quali piatti della cena sarebbe stato fare in anticipo, dato che dopo l’esercizio il gruppone mangiucchia qualcosa.
Nan…Venezia…Voga Girls…menù…in anticipo
Le parole magiche per mettere in moto il mio cervelletto da cuoca casalinga da combattimento.
Come non onorare le Voga Girls con alcune indicazioni sui piatti buoni da fare per la fase post regata o regatina o allena-regata.
Avete capito chi sono le Voga Girls?
Si tratta di un gruppo di esuberanti, se sono tutte come Nan, ragazze col remo in barca. Vivono a Venezia e cercano di mantenere viva tra il gentil sesso l’arte della regata. Arte perchè tradizione, perchè elemento legato al territorio, perchè storia.
 
Voga Girls
 
 
Se volete saperne di più andate da Nan o sul sito di Vivavogaveneta o ancora scoprire il progetto di trarre un documentario dall’attività delle Voga Girls
e al limite iscrivetevi all’associazione .
(Queste sono segnalazioni che vi faccio per sola amicizia non per marketta).
 
Il mio contributo qui è quello di dare alle Voga Girls, tramite Nan, alcune idee mangierecce che si possono prepare in anticipo.
Ecco, divisi per categoria, alcuni cibi per un gruppo di persone e da farsi il giorno prima.
In alcuni casi sono buoni anche senza doverli riscaldare. Comunque, Nan, fidati tutti i piatti li ho fatti almeno una volta con un giorno di anticipo.
Son quasi tutti piatti già sperimentati e presenti nel blog, ma, sorpresa delle sorprese, ci sono alcune new entry per l’occasione.
 
Antipasti da salvataggio
 
La testa della regata: Il primo
Insalata di farro con pesto ai peperoni gialli: la ricetta per il pesto viene da Cuoche dell’altro mondo e la versione da me fatta è stata questa:
INSALATA DI FARRO CON PESTO AI PEPERONI GIALLI
Ingredienti per 6 persone
 
pesto peperoni
 
500 gr di farro del Pungolo
3 peperoni gialli
110 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
alcune foglie di basilico
75 gr di pinoli tritati
olio extra vergine di oliva
sale e pepe
 
Prima mi sono occupata della spellatura dei peperoni, seguendo le indicazioni di Giallo Zafferano .
Poi ho frullato la buccia dei peperoni e ho aggiunto man mano gli altri ingredienti.
Infine ho unito al farro cotto e fatto passare sotto l’acqua fredda per fermare la cottura. 
Olio, sale e pepe li ho dosati ad occhio e tenendo conto dei gusti dei partecipanti alla cena (fatta questa estate).
 
Acqua alta a Venezia : Le zuppe
 
L’isolotto della torta salata
Torta con zucchine e stracchino. Non abbiate paura c’è anche la traduzione in italiano.
 
Vaporetto a prua : Altri piatti
frittata
Una banale Frittata di patate che potete fare anche aggiungendo pezzetti di salame nostrano.
Verdure in agrodolce. Questa ricetta la potete adeguare ai vostri gusti facilmente. Ricordatevi solo di abbondare con zucchero e aceto e pepe, non fermatevi al solo sale. Sono poi migliori le olive nere, che vanno aggiunte tagliuzzate a rondelle, rendono meglio anche esteticamente.
 
Appendere il remo al chiodo: E’ l’ora dei dessert
 
Sul momento …
Fettine patate gorgonzola : ricetta mi sembra una parola grossa. Dovete semplicemente tagliare la patata sbucciata a fettine sottilissime. Fatele saltare in padella con poco olio. Toglietele delicatamente dal fuoco e ricopritele con del gorgonzola. E’ un’idea banale ma che vale la pena.
 
Ed ora non dovete che mangiare :)
VIVA le Voga Girls. 
O meglio è già arrivata.
Quale fortunata partecipante al tasting panel delle grappe dei Fratelli Brunello , lunedì sera mentre su Roma imperversava un’uggiosa ma vivace pioggia autunnale, che mal si abbinava agli umori post lavorativi, la Cavia spunta in salotto con un pacco. Non un pacchetto, ma un pacco di rispettosissime proporzioni.
Era la Grappa Casetta della Vallagarina.
 
Cos’è il Casetta della Vallagarina?
La Casetta o foya tonda è un vitigno che bazzicava molto bene da quelle parti. Ora rischia di diventare un vitigno di quelli abbondonati dal tempo e dalle mode. E’ un’uva a bacca rossa abbandonata verso gli anni ’60. Il nome casetta viene da quello di una famiglia della zona, tali Mariani, da cui il soprannome di Maranela.
Tra le grappe della collezioni Ricordi ho scelto questa per via del bistrattato destino a cui sembra (ma mai dire mai) destinato questo vitigno. I coraggiosi viticoltori hanno avuto in questa mia scelta una forma di indiretto supporto morale.
Mai dire mai perché persino a New York si organizzano degustazioni di foya tonda. Sebbene, da quanto leggo in giro, venga da taluni banalizzato come un Merlot mascherato.
Ad oggi, maschere o non maschere, è stato riconosciuto quale vitigno doc.
Per maggiore informazioni andate qua.
 
Un pacco per una bottiglia di grappa?
Sì signori, se si fanno le cose per bene anche un tasting panel diventa una sorpresa. Infatti, nel pacco erano presenti due bicchieri (numero perfetto per me e la Cavia) di bicchieri da degustazione ANAG.
 
ANAG e non ANAS?
Sì, ANAG Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquavite . StudioCru per avermi segnalato tempestivamente il tasting panel. A questo uomo devo anche dire grazie per la scheda delle birre canadese che mi ha fatto avere quando ero ad Ottawa.
Quando si vuol proprio dire che pur qualcuno deve fare un duro lavoro, d’ora in poi dirò ANAG :)
I bicchieri hanno un lungo stelo e le dimensioni, come potete sbirciare nella foto, non sono modeste.
 
 

brunello1

 
Ma allora questa grappa …
Eccola. Pronti ad aprirla?
Sentite un potente profumo che ricorda dei frutti ed il bosco. A me è la prima, prima per forza, cosa che ha colpito e oserei dire che il profumo è il punto di forza principale di questa grappa, per una testarda neofita come me. Mi ha proiettato in un altra dimensione, dove il caos di una città come Roma non esiste e non ha senso di esistere.
 
Glu glu glu …si versa la grappa.
All’occhio trasparente e senza impurità.
Al naso si ripete la magia dei profumi quasi da Heidi: puri, semplici, diretti, ancestrali.
Alle papille gustative…con pazienza e sistematicità e senza tirarmi indietro ho voluto sentire tutti i sapori citati nella scheda. Non ho voluto lasciarmi distrarre dal potere alcolico, 41%. Sorso dopo sorso, facendo sostare il paradisiaco liquido in bocca alcuni secondi, senza sottrarlo a nessun angolo del palato, si son fatte strada dapprima le mandorle, il mallo di noce e dopo un po’ il mio tanto adorato ribes.
Ancora, mi è piaciuto sentire del ribes.
 
Nella mia mente intanto si presentavano idee culinarie anche se timidissime. Usare una grappa buona e particolare come questa per cucinare mi sembra un’offesa a questo gorgoglio di sapori e odori. Vedremo nei prossimi giorni se resisterò a non rubare alcune gocce per portarle in cucina. La vedo dura però, sto cercando piatti con quel non so che che giustifica l’utilizzo di un ingrediente prezioso come questa grappa.
 
brunello2
 
 
 
Concludendo…
Questa non è una marketta, ma i ma ci sono.
Devo ringraziare
Devo ringraziare, come è ovvio, i a href=”http://www.brunello.it/it/notizie.php/1012″> Fratelli Brunello per aver avviato questo tasting panel e per la possibilità di poter scegliere tra una lista ricca e variegata di grappe da non tutti i giorni.
Giudizio sintetico da non degustatrice: profumo eccelso, gusto da scoprire a piccoli passi, gradazione che non turba i sapori.
 
Approvata la grappa !

Pere e cioccolato bianco

La pubblicità fa male? E’ inutile?
Non sempre.
  
Sfogliando Bon Appetit ho adocchiato infatti la pubblicità di un prodotto con annessa ricetta. La foto non era entusiasmante, ma il fatto che di mezzo ci fossero delle spezie e del cioccolato bianco mi ha fatto andare in cucina. Ho adeguato la ricetta a dosi nostrane.
Il mix di cannella, noce moscata e chiodi di garofano ha profumato per un po’ la cucina ricordandomi i sapori della cucina indiana. Ma il dessert, di quello si trattava, non ne aveva molto a che fare. Ciò non vuol dire che fosse deludente, tutt’altro.
Fatemi sapere se piace anche a voi, qui è stato gradito e nulla ne è rimasto.
Le dosi le consiglio per 4, anche se in due è stato fatto fuori senza problemi ed in tempo da record.
  
PERE E CIOCCOLATO BIANCO
Ingredienti per 4 persone
pere 1
 
2 pere medie
1 cucchiaino di noce moscata
1 cucchiaino di cannella
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati
45 gr di zucchero di canne
125 ml di panna
50-60 gr di cioccolato bianco
10 gr di burro
 
Pulite le pere e tagliatele in quarti. Eliminatene i semi.
Mischiate in una ciottola lo zucchero e le spezie, mescolate bene.
Ponete in una pirofila le pere. Distribuite sopra a dadini-ini-ini il burro. Versate sopra equamente il misto di zucchero e spezie.
Cuocete a 180° per circa 30-40 minuti in forno preriscaldato. 
Cotte le pere, fate sciogliere il cioccolato bianco nella panna riscaldata. Bastano pochi secondi.
Preparate il dolce: ponete nelle ciotole da servizio (beati voi che le avete!) le pere, distribuite sopra il mix panna e cioccolato e aggiungere l’eventuale zucchero rimasto nella pirofila.
 
Allora che ne dite?
 
Altri dolci di cotanta difficoltà sono:

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